E anche qui siam giunti alla fine…

Ebbene si, anche la mia avventua in Nuova Zelanda e’ quasi giunta al termine! Domani sera ho il volo per Auckland, seguito dal volo per Sydney la mattina successiva. Considerando che al momento sta piovendo… non credo faro’ molto altro in Nuova Zelanda!

E cosi ho anche tempo per aggiornare il mio blog, che devo ammettere di aver trascurato un po’ (a mia discolpa pero’ c’e’ da dire che trovare internet gratis negli ostelli e’ impossibile in Nuova Zelanda, e che col cavolo che pago 10 dollari per caricare 2 foto!).

Dopo due settimane di vagabondaggio nell’isola del nord posso solo dire che la Nuova Zelanda e’ un piccolo paradiso terreste. Tolte le grandi citta’ (grandi per modo di dire… Wellington e’ la seconda citta’ piu’ grande e ha meno di 400.000 abitanti) tutto il resto e’ natura e piccoli villaggi. In poche parole la Nuova Zelanda e’ paesaggi mozzafiato e natura incontaminata quasi ovunque, oltre che un luogo da sogno per surfisti e per chi ama fare escursioni.

L’unico rimpianto e’ non aver avuto tempo per visitare anche l’isola del sud… poco male, vorra’ dire che dovro’ tornare in Nuova Zelanda in futuro!

E ovviamente non possono mancare le solite coincidenze! Qui a Wellington sono ospite di un amico (ex collega ad Amazon) e la prima sera parlando mi ha chiesto quale fosse il mio cibo italiano preferito. Non volendo essere banale ho risposto la parmigiana (che la mia mamma fa buonissima!). Circa un’ora dopo sento che parla di me mentre e’ al telefono… motivo? Suo fratello gli stava dicendo che aveva appena provato per la prima volta un piatto italiano buonissimo… quale? Ovviamente la parmigiana hahaha!

Auckland, compagni di viaggio e coincidenze

Con un po’ di ritardo… eccomi a parlare della Nuova Zelanda! A mia discolpa pero’ c’e’ da dire che internet non e’ il massimo qui, gli ostelli con wi-fi gratis sono un miraggio… qui internet si paga a megabytes!

Ma torniamo alla Nuova Zelanda… il 2 Maggio atterro a Auckland (gran bella cosa essere nuovamente in un paese in cui tutti parlano inglese, particolarmente dopo 3 settimane in Giappone). Ed eccomi qui, con un tempo bellissimo, tanto entusiasmo… e nessun programma.

Il modo migliore per girare il paese e’ noleggiare una macchina, pero’ visti i prezzi non proprio umani (3 euro per una bottiglietta di coca cola… al supermercato!) noleggiarla da soli non e’ esattamente la migliore delle opzioni. Cosi mi metto a cercare dei compagni di viaggio, e nel frattempo visito citta’ e dintorni.

Il secondo giorno trovo un annuncio su Gumtree da un certo James, lo contatto e mi metto d’accordo di incontrarci il giorno dopo nel pomeriggio.

La mattina vado a visitare Rangitoto, un’isoletta vulcanica al largo di Auckland emersa “solo” 600 di anni fa. Mentre mi trovo sull’isola ricevo un messaggio da James, chiedendomi di incontrarci subito dopo le 4. Rispondo che non c’e’ problema perche’ mi trovo su Rangitoto, e l’ultimo traghetto e’ alle 3 quindi saro’ in citta’ per quell’ora… e cosa mi risponde? Che sara’ sullo stesso traghetto perche’ lavora sull’isola! E parliamo di un’isoletta, non ci sono molte persone che ci lavorano.

Le coincidenze non finiscono proprio mai… tra tutte le persone che potevo contattare ne ho trovata proprio una che si trovava sulla stessa isoletta, e che aveva in programma di prendere lo stesso traghetto… per la prima volta in una settimana tra l’altro!

Coincidenze a parte, ora sto viaggiando verso sud insieme a James, inglese, e Flavian, francese. Destinazione Wellington!

Bye Bye Japan

La mia avventura Giapponese e’ ormai giunta al termine, mentre scrivo mi trovo infatti nell’Aeroporto Internazionale di Narita, in attesa del mio volo per Sidney (e da li per Auckland).

Visitare il Giappone e’ stata un’esperienza fantastica, e spero che i miei post vi abbiano trasmesso almeno un po’ del fascino di questo fantastico paese. Sebbene la mia visita nel paese del sol levante sia conclusa, non e’ detto che valga lo stesso per il blog. Ci sono altre foto del Giappone che ho intenzione di pubblicare, e mi piacerebbe anche tenere una rubrica con i migliori cibi che ho provato… quindi probabilmente ci saranno altri articoli riguardo il Giappone.

Ma bando alle ciance… e’ arrivato pero’ il momento per una nuova avventura! Addio Giappone, benvenuta Nuova Zelanda :)

Stranezze Giapponesi

Il Giappone e’ un paese affascinante, e i suoi abitanti con le loro stranezze non sono da meno.

La prima cosa che ho notato quando sono arrivato e’ che molti Giapponesi indossano la classica mascherina anti-germi. Il mio primo pensiero in aeroporto fu’ “ma c’e’ qualche epidemia? O c’e’ una psicosi per i germi?”. Nulla di piu’ sbagliato, ad indossare la mascherina infatti non sono le persone preoccupate ma bensi’ quelle malate, che cercano cosi di proteggere il prossimo ed evitare di diffondere i propri germi.

Altra cosa facile da notare e’ la loro capacita’ di dormire ovunque. E’ probabilmente capitato a tutti di dormire in treno, non c’e’ nulla di strano… ma farlo mentre si e’ in piedi invece che seduti non e’ da tutti! Devo ammettere che in treno all’inizio facevo fatica a trattenere il sorriso :P

Anche entrare in un negozio e’ un’esperienza unica… un amico mi spiegava che i commessi devono dare il benvenuto a tutti i clienti, quindi per ogni nuovo cliente dicono “Mata okoshi kudasai mase”. Ma la cosa che lascia perplessi e’ che quando sono occupati, e non possono fare attenzione a chi arriva e chi va, lo ripetono continuamente. Quindi tu stai guardando la merce su una scansia e il commesso che sta riempiendo gli scaffali a fianco continua a ripetere “Mata okoshi kudasai mase” e tu ti chiedi ma sta’ dicendo a me? cos’ho fatto?

Per non parlare di quando si lascia un ristorante, sopratutto quelli economici, perche’ appena ti alzi tutti i camerieri e cuochi iniziano a ringraziarti ad alta voce (dicasi urlare). Per fortuna che la prima volte non ero li da solo, altrimenti sarei scappato di corsa…

Ma i miei preferiti sono gli studenti, che vedono i turisti bianchi come delle bestie esotiche e il saluto diventa quasi una prova di coraggio. In Hiroshima c’era pieno di scolaresche, e sinceramente ho perso il conto di quante volte ci hanno salutato. Ma i migliori sono stati dei ragazzini di circa 14 anni a Kyoto, che mentre stavo aspettando Fredrique mi hanno salutato e chiesto velocemente come stavo. Fin qua nulla di strano, se non fosse che appena hanno girato l’angolo (o meglio la siepe) li ho sentiti che ridevano e che si davano il cinque hahaha.

Che dire… i Giapponesi oltre che gentilissimi sono pure spassosi!

Un solo consiglio: Kyoto

Per un europeo l’impatto con le citta’ giapponesi non e’ dei migliori. Visitandole non si puo’ che rimanere affascinati da una cultura e da uno stile tanto diverso dal nostro, viene pero’ scontato chiedersi: dov’e’ la storia?

Tokyo e’ piena di palazzi e templi, pero’ tutto il resto sembra estremamente moderno. Piu’ che una citta’ centenaria sembra una metropoli americana. Al di la delle motivazioni (incendi, terremoti, guerre, ecc.) rimane un po’ l’amaro in bocca. E la cosa peggiora in alcune citta’, che oltre a mancare di storia mancano anche di stile e sono quasi brutte (vabbe, citare Beppu sarebbe come sparare sulla croce rossa).

Una citta’ pero’ si distingue nettamente: Kyoto. Tra le grandi citta’ Kyoto sembra una della poche, se non l’unica, ad avere mantenuto uno stile antico, che si alterna elegantemente alla modernita’ tipica delle citta’ Giapponesi. Personalmente non ho alcun dubbio nel dire che Kyoto sia la citta’ Giapponese piu’ bella che io abbia visitato.

In poche parole una meta obbligata per chi volesse visitare il Giappone.

Ospitalita’ Giapponese

L’ospitalita’ giapponese e’ famosa, ma provarla in prima persona fa sempre un certo effetto.

Ad esempio come la ragazza che vedendomi cercare informazioni sul mio cellulare mi ha chiesto se mi potesse aiutare (e con che prontezza… l’offerta d’aiuto e’ arrivata ancora prima che riuscissi ad aprire google maps!).

Ma l’esempio perfetto credo sia rappresentato da una signora di circa 50 anni, che vedendomi in difficolta’ con l’acquisto di alcuni biglietti (mai visto un distributore automatico con cosi tante fessure e opzioni!), mi ha voluto aiutare pur non parlando una parola d’inglese.

Che dire… vedere qualcuno che di sua spontanea volonta’ cerca di aiutare un’altra persona pur essendo ben conscio di non parlare la stessa lingua e’ una lezione difficile da dimenticare.

Dopo due settimane posso dire che, in termini di civilta’, abbiamo molto da imparare dal Giappone (e grazie al cazzo potrebbe, aggiungera’ qualcuno, c’era bisogno di andare dall’altra parte del mondo per rendersene conto?)