Bye Bye Japan

La mia avventura Giapponese e’ ormai giunta al termine, mentre scrivo mi trovo infatti nell’Aeroporto Internazionale di Narita, in attesa del mio volo per Sidney (e da li per Auckland).

Visitare il Giappone e’ stata un’esperienza fantastica, e spero che i miei post vi abbiano trasmesso almeno un po’ del fascino di questo fantastico paese. Sebbene la mia visita nel paese del sol levante sia conclusa, non e’ detto che valga lo stesso per il blog. Ci sono altre foto del Giappone che ho intenzione di pubblicare, e mi piacerebbe anche tenere una rubrica con i migliori cibi che ho provato… quindi probabilmente ci saranno altri articoli riguardo il Giappone.

Ma bando alle ciance… e’ arrivato pero’ il momento per una nuova avventura! Addio Giappone, benvenuta Nuova Zelanda ­čÖé

Stranezze Giapponesi

Il Giappone e’ un paese affascinante, e i suoi abitanti con le loro stranezze non sono da meno.

La prima cosa che ho notato quando sono arrivato e’ che molti Giapponesi indossano la classica mascherina anti-germi. Il mio primo pensiero in aeroporto fu’ “ma c’e’ qualche epidemia? O c’e’ una psicosi per i germi?”. Nulla di piu’ sbagliato, ad indossare la mascherina infatti non sono le persone preoccupate ma bensi’ quelle malate, che cercano cosi di proteggere il prossimo ed evitare di diffondere i propri germi.

Altra cosa facile da notare e’ la loro capacita’ di dormire ovunque. E’ probabilmente capitato a tutti di dormire in treno, non c’e’ nulla di strano… ma farlo mentre si e’ in piedi invece che seduti non e’ da tutti! Devo ammettere che in treno all’inizio facevo fatica a trattenere il sorriso ­čśŤ

Anche entrare in un negozio e’ un’esperienza unica… un amico mi spiegava che i commessi devono dare il benvenuto a tutti i clienti, quindi per ogni nuovo cliente dicono “Mata okoshi kudasai mase”. Ma la cosa che lascia perplessi e’ che quando sono occupati, e non possono fare attenzione a chi arriva e chi va, lo ripetono continuamente. Quindi tu stai guardando la merce su una scansia e il commesso che sta riempiendo gli scaffali a fianco continua a ripetere “Mata okoshi kudasai mase” e tu ti chiedi ma sta’ dicendo a me? cos’ho fatto?

Per non parlare di quando si lascia un ristorante, sopratutto quelli economici, perche’ appena ti alzi tutti i camerieri e cuochi iniziano a ringraziarti ad alta voce (dicasi urlare). Per fortuna che la prima volte non ero li da solo, altrimenti sarei scappato di corsa…

Ma i miei preferiti sono gli studenti, che vedono i turisti bianchi come delle bestie esotiche e il saluto diventa quasi una prova di coraggio. In Hiroshima c’era pieno di scolaresche, e sinceramente ho perso il conto di quante volte ci hanno salutato. Ma i migliori sono stati dei ragazzini di circa 14 anni a Kyoto, che mentre stavo aspettando Fredrique mi hanno salutato e chiesto velocemente come stavo. Fin qua nulla di strano, se non fosse che appena hanno girato l’angolo (o meglio la siepe) li ho sentiti che ridevano e che si davano il cinque hahaha.

Che dire… i Giapponesi oltre che gentilissimi sono pure spassosi!

Un solo consiglio: Kyoto

Per un europeo l’impatto con le citta’ giapponesi non e’ dei migliori. Visitandole non si puo’ che rimanere affascinati da una cultura e da uno stile tanto diverso dal nostro, viene pero’ scontato chiedersi: dov’e’ la storia?

Tokyo e’ piena di palazzi e templi, pero’ tutto il resto sembra estremamente moderno. Piu’ che una citta’ centenaria sembra una metropoli americana. Al di la delle motivazioni (incendi, terremoti, guerre, ecc.) rimane un po’ l’amaro in bocca. E la cosa peggiora in alcune citta’, che oltre a mancare di storia mancano anche di stile e sono quasi brutte (vabbe, citare Beppu sarebbe come sparare sulla croce rossa).

Una citta’ pero’ si distingue nettamente: Kyoto. Tra le grandi citta’ Kyoto sembra una della poche, se non l’unica, ad avere mantenuto uno stile antico, che si alterna elegantemente alla modernita’ tipica delle citta’ Giapponesi. Personalmente non ho alcun dubbio nel dire che Kyoto sia la citta’ Giapponese piu’ bella che io abbia visitato.

In poche parole una meta obbligata per chi volesse visitare il Giappone.

Ospitalita’ Giapponese

L’ospitalita’ giapponese e’ famosa, ma provarla in prima persona fa sempre un certo effetto.

Ad esempio come la ragazza che vedendomi cercare informazioni sul mio cellulare mi ha chiesto se mi potesse aiutare (e con che prontezza… l’offerta d’aiuto e’ arrivata ancora prima che riuscissi ad aprire google maps!).

Ma l’esempio perfetto credo sia rappresentato da una signora di circa 50 anni, che vedendomi in difficolta’ con l’acquisto di alcuni biglietti (mai visto un distributore automatico con cosi tante fessure e opzioni!), mi ha voluto aiutare pur non parlando una parola d’inglese.

Che dire… vedere qualcuno che di sua spontanea volonta’ cerca di aiutare un’altra persona pur essendo ben conscio di non parlare la stessa lingua e’ una lezione difficile da dimenticare.

Dopo due settimane posso dire che, in termini di civilta’, abbiamo molto da imparare dal Giappone (e grazie al cazzo potrebbe, aggiungera’ qualcuno, c’era bisogno di andare dall’altra parte del mondo per rendersene conto?)

Foto da Usuki

Galleria

Questa galleria contiene 16 foto.

Usuki e’ stata una piacevole sorpresa, un piccolo gioiellino nell’isola di Kyushu. Da notare che in stazione e’ possibile noleggiare┬ágratuitamente┬ála bicicletta, cosi da poter esplorare liberamente la cittadina e raggiungere il parco con le statue di Buddha.

Nagasaki, sfiga e coincidenze

Quanto pare le coincidenze non finiscono mai.

Ieri sono arrivato a Nagasaki, e su suggerimento di J mi sono sistemato all’ostello Casa Noda. Poi ho speso un paio di ore a programmare i giorni successivi, e ho deciso di andare a Beppu il giorno dopo, cosi ho prenotato un letto nell’ostello KHAOSAN BEPPU.

Finiti i preparativi sono andato sul Monte Inasa per vedere il tramonto su Nagasaki dall’alto e per prendere qualche foto in notturna. La sfiga pero’ ha voluto che a ovest ci fosse nuvolo, cosi 10 minuti prima del tramonto il sole e’ semplicemente scomparso dietro le nuvole, senza quindi proiettare nessuno dei colori tipici di quando il sole tramonta. Niente foto del tramonto quindi. E in mancanza del cavalletto anche le foto in notturna non e’ che siano il massimo. Vabbe.

Mi incammino verso casa, e mentre sono sulla funivia attacco bottone con una ragazza olandese, chiedendogli riguardo una domanda che aveva appena fatto ad un operatore della funivia (gli aveva chiesto l’eta’, perche’ sembrava un 14enne e invece ne aveva 19! Ma come fanno a sembrare cosi giovani i giapponesi??).

Scesi dalla funivia ci incamminiamo e facciamo due chiacchiere:

  • Lei: in che direzione vai?
  • Io: verso la stazione. Tu dove alloggi?
  • Lei: Casa Noda
  • Io: anche io…

Seguono vari argomenti, poi:

  • Lei: domani dove vai?
  • Io: A Beppu
  • Lei: ma dai, anche io!
  • Io: ma mi stai pedinando?
  • Lei: seee. Ma in che ostello stai?
  • Io: KHAOSAN BEPPU, te?

C’e’ bisogno che vi dica la risposta?

p.s. a parte domani sera, saremo nelle stesse citta’ allo stesso momento per i prossimi 6-7 giorni.

Tokyo, errori e coincidenze assurde

Sono le 9 di mattina giapponesi (ergo le 2 di notte italiane) quando atterro a Tokyo accolto da un sole fantast… piove. Vabbe.

Prendo il treno, destinazione Asakusabushi. Le istruzioni per raggiungere l’ostello dicono: esci dalla stazione, gira a destra, supera il ponte, supera la┬ápostazione della polizia sulla tua destra, gira a destra al secondo angolo e troverai l’ostello.

Durante il viaggio noto che molte fermate si chiamano qualcosa-bushi e inizio a pensare che bushi voglia dire stazione, cosi quando dopo un paio di cambi (e 60 minuti di treno) arrivo a Asakusa… scendo. Giro a destra e subito mi trovo un ponte come descritto dalla guida! Dopo il ponte c’e’ la postazione della polizia (pero’ e’ a sinistra… che strano, avran sbagliato), quindi proseguo e… l’ostello non c’e’. La numerazione e’ strana, quindi faccio passare un po’ di vie parallele… ma nulla. Provo a chiedere indicazioni, ma sembra che l’inglese non lo parli nessuno…

Dopo circa 10 minuti di vagabondaggio incontro un ragazzo ed una ragazza occidentali… quindi fiducioso chiedo se sanno l’inglese e la risposta finalmente e’ si! Gli chiedo anche se per caso sanno dove trovare quell’ostello… e mi rispondono che e’ proprio li che si stan recando! (e che sono sceso alla fermata sbagliata… Asakusa e Asakusabushi son 2 fermate diverse). E cosi verso le 11 arrivo in ostello, con 2 nuovi amici e con una storia da scrivere ­čÖé

Ed ora┬á mi trovo a riflettere sulle coincidenze…

  1. quanto son stato sfortunato a scendere in una stazione che, a parte la postazione della polizia sul lato opposto, corrispondesse perfettamente alla descrizione fornita dall’ostello?
  2. ma sopratutto quanto son stato fortunato a incontrare, tra tutte le persone possibili, proprio 2 ragazzi che si stavano dirigendo verso lo stesso ostello?

Misteri…